{"id":15,"date":"2024-01-25T16:14:58","date_gmt":"2024-01-25T15:14:58","guid":{"rendered":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/?p=15"},"modified":"2024-06-23T16:30:04","modified_gmt":"2024-06-23T14:30:04","slug":"gli-scout","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/?p=15","title":{"rendered":"GLI SCOUT"},"content":{"rendered":"\n<p>Il gruppo scout Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) di Robegano \u00e8 nato l\u20198 dicembre 1972. Ha appena compiuto cinquant\u2019anni.\u00a0<br>Una realt\u00e0 importantissima per il ruolo sociale, educativo e comunitario che ha avuto e continua ad avere in paese<\/p>\n\n\n\n<p>Sono circa 800 le ragazze e i ragazzi che in questo mezzo secolo hanno indossato il fazzolettone rossobl\u00f9.&nbsp;<br><br>Franco \u00e8 stato uno di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Come Fausto, suo fratello. Come i suoi zii, i suoi cugini e le sue cugine, i suoi compagni e le sue compagne di scuola. E come pap\u00e0 Roberto, che ha seguito Franco in questa avventura, diventando uno dei capi e stringendo rapporti profondi e sinceri.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019esperienza fondamentale dal punto di vista educativo e sociale. Un\u2019esperienza inclusiva e vissuta pienamente, nella quale sono nate le amicizie di Franco. Quelle che sono durate per tutta la sua vita e che hanno delineato i contorni della sua comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le testimonianze dei capi scout delle branche di cui Franco ha fatto parte sono riflessioni che arrivano nel profondo e portano in superficie \u2013 in una condivisione preziosa \u2013 il&nbsp; valore che la presenza di un bambino che poi \u00e8 diventato ragazzo, giovane e adulto ha regalato ai suoi educatori e alle sue educatrici, agli scout, all\u2019intera comunit\u00e0 parrocchiale e a quella comunit\u00e0 pi\u00f9 ampia che \u00e8 Robegano. Un\u2019esperienza di crescita condivisa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Luciano Rizzato<\/strong> \u2013 ex capo Lupetti<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00abQuello che mi \u00e8 stato chiesto, di parlare di Franco al tempo dell\u2019esperienza scout dei Lupetti, \u00e8 qualcosa che vorrei riuscire a fare. Ma parlare di Franco, di lui, di lui come persona, mi risulta molto difficile. Sicuramente mi risulta molto pi\u00f9 semplice parlare di quello che ha provocato nelle persone che gli sono vissute accanto, come la sua sola presenza abbia provocato delle reazioni, delle scelte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi risulta difficile parlare di lui perch\u00e9 potrei solo dire cosa era Franco e questo mi fa solo paura, come se considerare una persona una cosa fosse il pi\u00f9 grosso limite che avrebbe questa mia riflessione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sua presenza, il suo essere, mi ricorda il titolo di un libro molto piccolo di Julien Green, &#8220;Passeggero sulla terra&#8221;, perch\u00e9 Franco \u00e8 arrivato, \u00e8 passato, l\u2019abbiamo visto tutti, e poi come una cometa se ne \u00e8 andato.<\/p>\n\n\n\n<p>La normalit\u00e0 di Franco era di essere tetraplegico, di avere una enorme difficolt\u00e0 a comunicare e altrettanta difficolt\u00e0 a farsi capire, ma la sua umanit\u00e0 non era diversa, i suoi desideri erano normali e le sue reazioni alla realizzazione dei suoi desideri erano normali, come normale era la sua reazione agli insuccessi.&nbsp; Ma quali fossero i suoi desideri e le sue frustrazioni non saprei dirlo: come capo scout ho solo cercato di non creargli diversit\u00e0. E per questo la presenza di Roberto, suo pap\u00e0, \u00e8 stata&nbsp;fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrei dire alla fine che non so chi fosse Franco, ma che ho sempre pensato a lui come un normale&nbsp;essere&nbsp;umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo bene che un giorno Roberto mi ha detto: &#8220;Sai, mi chiedono come sta Franco, come se fosse malato, ma lui&nbsp; non \u00e8 malato, \u00e8 cos\u00ec&#8221;. Questo io lo sapevo bene e chi chiedeva della malattia di Franco si fermava a ci\u00f2 che appariva, ci\u00f2 che vedeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per la sua difficolt\u00e0 a esprimersi, non sono mai riuscito ad avere un suo pensiero genuino e ho sempre pensato che quel poco che capivo fosse tutto di Luisa e Roberto. Ma possiamo dire che gli altri bambini esprimano una loro genuinit\u00e0?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie per avere pensato a me per questo ricordo di Franco. Sono grato anche a Roberto, soprattutto perch\u00e9 potendo pensare riesco a capire meglio le mie sensazioni, ma non credo che questo significhi molto per capire Franco, semmai mi aiuta a capire me stesso e poi alla fine potete vedere che riesco a parlare di&nbsp;me,&nbsp;non&nbsp;di&nbsp;lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Franco, una cometa che \u00e8 passata e ha lasciato dietro a s\u00e9 una quantit\u00e0 di polvere di stelle incredibile che ha generato vita, progetti e realizzato persone\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Chiara Busatto e Maurizio Niero<\/strong> \u2013 ex capi Reparto&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p><em>Franco, un vero esploratore oltre ogni sfida e ogni frontiera<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa notte ha oscurato il campo permettendo di gustare un meraviglioso cielo stellato. Terminato il fuoco, i ragazzi e le ragazze sono andati a dormire nelle loro tende, esausti per le attivit\u00e0 in un luogo poco pianeggiante. Siamo nel 1985, in una delle ultime sere del campeggio del reparto Robegano 1 in localit\u00e0 La Sala, vicino ad Alleghe, caratterizzata da tanta ghiaia ma anche da un ruscello che rendeva piacevole le ore pi\u00f9 calde.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i ragazzi c\u2019\u00e8 Franco, al suo primo anno di reparto. Una sfida per lui e per tutti, vista la grande difficolt\u00e0 di armonizzare la sua situazione e le caratteristiche di un campo scout.<\/p>\n\n\n\n<p>A mezzanotte il fischietto dei capi raduna tutti al centro del campo: Franco non \u00e8 in tenda e non si trova. Che si sia perso nell\u2019andare a fare i propri bisogni o che sia vittima di qualche balordo? Bisogna cercarlo nel buio della notte, seguendo le eventuali tracce lasciate. L\u2019ansia o l\u2019avventura della ricerca lenisce le paure e tutti si proiettano nel bosco, cercando di non fare troppo rumore.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una mezzoretta un gruppetto trova Franco nascosto all\u2019interno di una specie di grotta con una grata che dava l\u2019idea di una prigione. Trovato! Trovato!!!<\/p>\n\n\n\n<p>Franco trasuda gioia. Il suo solito sorriso si apre a bocca aperta e il suo corpo \u00e8 tutto un sussulto nel partecipare all\u2019esultanza di quanti arrivavano gridando a squarciagola. \u00c8 una festa alla luce delle pile e tra canti e risa Franco \u00e8 riportato al campo, dove un buon t\u00e8 caldo d\u00e0 la possibilit\u00e0 a tutti di raccontare l\u2019avventura.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo scelto questo episodio perch\u00e9 ci permette di evidenziare alcune cose importanti di Franco, che per noi sono esempi di un pensare e un agire che sanno raccogliere le sfide della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima, legata alla sua partecipazione al gioco, \u00e8 il desiderio di vita. Franco \u00e8 sempre stato pieno di desiderio, non come possesso di cose ma come orizzonte che apre alla vita, al nuovo. Il desiderio, quando incrocia una relazione, diventa creativit\u00e0, esperienza concreta capace di trasformare persone e cose. Generare vita nuova.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda, riferita alla sua disponibilit\u00e0 a un ruolo attivo malgrado le difficolt\u00e0, \u00e8 la volont\u00e0 di mettersi continuamente in gioco nonostante i propri limiti e fragilit\u00e0 e di accettare le fatiche per arrivare a ci\u00f2 che si vuole fare e vivere in profondit\u00e0 e pienezza.<\/p>\n\n\n\n<p>La terza, legata alla grande partecipazione emotiva e alla gioia finale, \u00e8 la capacit\u00e0 di relazione mediante l\u2019amicizia sincera. Nella sua lettera di partenza, Franco dice che la sincerit\u00e0 \u00e8 un valore che ha imparato dagli scout e che voleva scommettere con gli amici nella vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Franco aveva difficolt\u00e0 a esprimere bene le parole e per ascoltarlo bisognava fare silenzio. Sia noi come capi che i ragazzi siamo sempre stati sollecitati a porci in condizione di ascolto, valore fondamentale in ogni accoglienza vera delle altre persone. Ci\u00f2 ha sicuramente inciso anche nelle relazioni dei ragazzi, perch\u00e9 non crediamo sia solo una coincidenza che nei nati nel 1972 a Robegano, ben dodici appartenessero con Franco al reparto e che tutti abbiano proseguito la loro esperienza scout anche dopo i quattro anni nella branca esploratori e guide. Che sia una \u201cFrancoincidenza\u201d?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vogliamo ricordare anche un episodio in cui Franco si \u00e8 incazzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Eravamo in un momento di verifica al Consiglio della Legge e, per alcune cose non andate per il verso giusto, aveva richiamato i ragazzi con enfasi, arrossendo, e con quella partecipazione del corpo e della voce testimoni della sua autenticit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo la credibilit\u00e0 dovuta alla sincerit\u00e0 e all\u2019amicizia ci rende capaci di cambiare. Franco, anche con la sua ironia, ci ha sicuramente aiutato tutti a essere migliori\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Roberto Vian<\/strong> \u2013 ex capo Clan<\/h3>\n\n\n\n<p>\u201cSono stato capo scout di Franco nei primi anni Novanta, dalla sua <em>salita<\/em> in clan fino alla sua <em>partenza<\/em>, assieme a Chiara.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Devo dire, prima di ogni altra cosa, che quegli anni, quelle esperienze e quei ragazzi sono stati fondamentali per me, lo sono ancora a distanza di anni e provo gratitudine per aver avuto la possibilit\u00e0 di viverli.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra cosa che devo dire \u00e8 che, oltre a essere stato capo scout di Franco, ero anche suo cugino ed ero anche parte di quella incredibile comunit\u00e0 di amici che hanno frequentato per diversi anni casa sua, di Luisa, Roberto e Fausto, con cui ci vediamo ancora oggi e a cui vogliamo un bene grande. Quel tipo di amicizia, compagnia, giro, \u201cqueer family\u201d qualcuno azzarderebbe oggi,&nbsp; ha altrettanto caratterizzato il rapporto con Franco.<br>E in quegli stessi anni, assieme a Franco e a diversi altri soci e amici, abbiamo fondato la cooperativa Il Germoglio, che oggi tutti sanno cos\u2019\u00e8 ma che a quel tempo era solo una buona idea (all\u2019inizio di mio zio Roberto) che cercava una forma di concretizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho voluto premettere queste cose perch\u00e9 il mio ricordo di Franco con il fazzolettone scout,&nbsp; in clan, \u00e8 contaminato fortemente da altre circostanze diverse ma contemporanee. Ma se questo, da un lato, non mi aiuta a ricordare con precisione il percorso fatto assieme, dall\u2019altro mi permette di dare uno sguardo a un insieme pi\u00f9 ampio, e soprattutto mi aiuta ad arrivare a una prima considerazione: Franco apriva porte, cunicoli, passaggi neanche tanto segreti tra mondi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non penso che Franco fosse appassionato dello scautismo in s\u00e9, anche se ne ha vissuto tutto il percorso da lupetto a rover. Credo invece che Franco fosse innamorato folle dell\u2019amicizia, del rapporto con gli altri, e lo scautismo gli ha permesso di entrare in forte relazione soprattutto con i suoi coetanei, di vivere esperienze di comunit\u00e0 speciali e significative gi\u00e0 per chi non aveva limiti fisici, figuriamoci per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma allo stesso tempo Franco viveva la stessa passione per le relazioni a scuola, in compagnia con gli amici che frequentavano casa sua e, infine, in cooperativa. Questa ricerca di amicizia \u201csenza frontiere\u201d ha scavato cunicoli, come dicevo prima, e ha aperto porte comunicanti tra i mondi degli amici, dei parenti, dei compagni, degli scout e dei soci della cooperativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi \u201cpassaggi\u201d, una volta creati, rimanevano aperti e chi era curioso poteva facilmente affacciarsi all\u2019altra parte e scoprire cosa c\u2019era di l\u00e0. E cos\u00ec io e altri ci siamo trovati a essere pi\u00f9 o meno simultaneamente capi scout, amici e soci, grazie ai cunicoli tra mondi che Franco ha scavato pi\u00f9 o meno consapevolmente, pi\u00f9 o meno visivamente, pi\u00f9 o meno attivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 dire che molte di queste porte le abbiano aperte Roberto e Luisa, ma sappiamo che un buon seme per fare frutto ha bisogno di una buona terra: Franco e i suoi genitori credo siano stati seme e terreno, anche alternandosi in questi ruoli.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda considerazione nasce invece dopo aver letto il ricordo di Barnaba e Gilberto, amici e compagni di clan di Franco, di quando sono riusciti per la prima volta a far dormire Franco fuori casa senza Luisa e Roberto per una notte al campo di gruppo di Lentiai, nel 1993. \u00c9 un racconto e un ricordo che mi ha emozionato e commosso, a cui non pensavo pi\u00f9 da diverso tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>La considerazione \u00e8 semplice: io non c\u2019entro niente in quella impresa, ma proprio nulla. Quel coraggio, di tutti e quattro, quella sfrontatezza, quella determinazione, \u00e8 solo frutto di una forte amicizia e di una formidabile fiducia reciproca tra ragazzi, tra amici, nata all\u2019interno dell\u2019esperienza scout, coltivata e cresciuta in reparto e poi in branca RS, e anche fuori dell\u2019attivit\u00e0 scout. Culmina con quell\u2019atto, quella conquista, ma offre bene l\u2019idea di quale fosse il rapporto tra tutti quei ragazzi e ragazze di quel clan, in cui i capi potevano fare anche un passo indietro e lasciare che ardesse quello che doveva ardere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019era un clan e poi c\u2019era Franco, c\u2019era un clan.\u201d<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lettera della partenza<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><em>Robegano, 6 febbraio 1994<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dopo tanti anni di scoutismo ho imparato il valore della SINCERITA\u2019, che<\/em> <em>ora vedo come la cosa principale per una comunit\u00e0 che vuole crescere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019ho imparata dagli scout e voglio viverla anche fuori dell\u2019associazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Proprio la sincerit\u00e0 \u00e8 la parte di me stesso che voglio scommettere con gli<\/em> <em>amici, che voglio mettere in gioco dopo la scelta che sto per compiere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019AMICIZIA \u00e8 una cosa importante, e forse per me \u00e8 stata ancora pi\u00f9 importante,<\/em> <em>perch\u00e9 se non ci fosse stata amicizia forse non avrei continuato il<\/em> <em>mio cammino in Clan.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Vorrei dire che l\u2019amicizia \u00e8 un grande valore che ognuno ha, che mi ha<\/em> <em>aiutato a vivere tante esperienze, uscite e anche un campo che mi ha aiutato<\/em> <em>a crescere molto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La matrice che ha mosso tutto il mio essere scout \u00e8 stata la FEDE.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Attraverso lo scoutismo ho imparato a seguire anche la dimensione della<\/em> <em>fede, che mi ha aiutato molto a maturarmi nel rapporto con Dio e con gli<\/em> <em>altri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Franco<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"412\" height=\"413\" src=\"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-scout2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-266\" srcset=\"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-scout2.jpg 412w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-scout2-300x300.jpg 300w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-scout2-150x150.jpg 150w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-scout2-350x350.jpg 350w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-scout2-120x120.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gruppo scout Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) di Robegano \u00e8 nato l\u20198 dicembre 1972. 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