{"id":13,"date":"2024-01-25T16:14:36","date_gmt":"2024-01-25T15:14:36","guid":{"rendered":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/?p=13"},"modified":"2024-06-23T16:30:39","modified_gmt":"2024-06-23T14:30:39","slug":"gli-amici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/?p=13","title":{"rendered":"GLI AMICI"},"content":{"rendered":"\n<p>Se c\u2019\u00e8 una \u201crete\u201d i cui nodi continuano ancora oggi a essere molto stretti e affidabili \u00e8 quella costruita da Franco, con Franco e per Franco. E che si chiama Amicizia.<\/p>\n\n\n\n<p><br>In queste pagine sono molte le riflessioni in cui questa parola, amicizia, ritorna. Una parola che era il biglietto da visita di Franco, il valore del suo costruire relazioni personali. Una tessitura costante, fedele, affidabile, sincera, duratura. Fossero persone incontrate a scuola, in parrocchia, negli scout, al lavoro.<br>\u201cRete\u201d, si diceva. Perch\u00e9 Franco ha avuto la grandissima capacit\u00e0 di riuscire a mettere insieme, unire, far dialogare, costruire gruppi eterogenei. Amicizie nate grazie a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo a entrare nella \u201crete\u201d \u2013 che a quei tempi era formata prevalentemente dai cugini e dai bambini vicini di casa \u2013 \u00e8 stato <strong>Marco<\/strong>. <br>Franco lo aveva incontrato alla sede di Conegliano dell\u2019associazione La Nostra Famiglia, dove Marco era stato accolto e viveva. Nato all\u2019ospedale di Venezia nel 1971 da una mamma giovanissima, era affetto da tetraplegia spastica. All\u2019et\u00e0 di due anni venne accolto dall\u2019istituto di Conegliano per le cure necessarie e la riabilitazione.<br><br>Un bambino chiacchierone, un affabulatore. Difficile non restarne affascinati. Aveva tanta voglia di conoscere persone nuove e di stringere amicizie. Fu cos\u00ec che conobbe Franco, che a quel tempo si sottoponeva alle cure riabilitative tre volte la settimana. Prima fu una simpatia reciproca, poi a poco a poco nacque una grande amicizia.<br><br>Marco cominci\u00f2 a frequentare Robegano, ospitato da Luisa e Roberto a casa loro. Divenne subito uno di famiglia, un nipote e un cugino in pi\u00f9. Ma entr\u00f2 a far parte anche del resto della comunit\u00e0 paesana. Chiese al parroco di allora, don Alberto Schiavetto, di fare il chierichetto.<br><br>Era sempre pronto allo scherzo. Una domenica, mentre aspettava l\u2019ora della messa, si rivolse a don Lino Regazzo per concordare il testo di una preghiera che doveva fare durante la celebrazione e che diceva: \u00abGes\u00f9, fa che tutti i bambini ricevano l\u2019affetto che io ho ricevuto da questa comunit\u00e0\u00bb. Ma al momento di recitarla, se ne usc\u00ec con una preghiera completamente diversa.<br>Marco \u00e8 morto il 30 aprile 1983 a seguito di una grave crisi respiratoria. La sua gioia di vivere \u00e8 rimasta nel cuore di tante persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Le testimonianze che seguono raccontano, anche attraverso episodi e aneddoti, quanto forte sia stato il legame costruito da Franco con coloro che sono entrati nella sua \u201crete\u201d. E quanto potente sia quello che \u00e8 stato creato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Casa \u2013 di Magda Natali<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00abDa quando mi \u00e8 stato chiesto di scrivere qualcosa per ricordare Franco ho continuato a rimandare il mio appuntamento con la scrittura perch\u00e9 racchiudere in poche righe trentacinque anni di vita vissuta \u00e8 difficile.<br><br>Ho rimandato per pudore, perch\u00e9 la paura di risultare banale nel raccontare Franco \u00e8 grande.<br>Allora prover\u00f2 a mettere fra queste righe dei pensieri che spero possiate accogliere nella loro semplicit\u00e0.<br><br>L\u2019immagine legata a Franco \u00e8 quella di una CASA.<br>La casa dove spesso andavo a trovarlo e dove \u00e8 nata la nostra relazione.<br>Una casa che nel tempo \u00e8 cambiata, che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, che si \u00e8 adattata, che ha mutato in base alle esigenze di Franco.<br>Casa che si \u00e8 trasformata, come lentamente si sono trasformati il nostro rapporto e il nostro legame.<br>Casa come tavola. Una tavola pronta per un pranzo o una cena. Una tavola per tanti amici.<br>Una tavola preparata con cura per assaporare cose buone, per assaporare la vita.<br>Casa come luogo di incontro. Incontri per sognare grandi idee e per realizzare progetti che sembravano pi\u00f9 grandi di noi, come la nascita del \u201cGermoglio\u201d e la casa alloggio \u201cDopo di noi\u201d.<br>Incontri di amici, di parenti, di persone che lentamente sono divenute una comunit\u00e0 capace di costruire legami forti e indissolubili.<br>Casa come piccola chiesa domestica dove vivere in comunione e sentire la presenza concreta del Signore, dove condividere la gioia di una nascita, di una comunione, di un matrimonio. E superare assieme il dolore di lutti e separazioni.<br><br>Franco mi ricorda che devo lasciare nella mia casa una porta sempre aperta per essere accogliente e avere fiducia.<br>Incrociare la vita di Franco mi ha aiutata ad alzare lo sguardo, a pormi domande e a non dare nulla per scontato.<br>Non percepisco la mancanza di Franco. Lui c \u00e8. Lo sento vivo nelle persone che con me hanno costruito una comunit\u00e0, una grande famiglia.<br><br>Lo rivedo nei sorrisi di amici che possono stare per anni senza vedersi ma appena si incontrano hanno la consapevolezza di essere quello che sono grazie a lui.<br><br>Franco mi ha regalato la certezza che la vita va oltre la morte. Di questo gliene sar\u00e0 infinitamente grata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Eravamo quattro amici al bar \u2013 di Barnaba Natali e Gilberto Turri<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00ab\u201dEravamo quattro amici al bar\u201d. Perch\u00e9?<br>Abbiamo scritto queste poche righe a quattro mani. Ma avremmo potuto scriverle a sei o anche a otto. Perch\u00e9 quando si scrive in e per amicizia pi\u00f9 si \u00e8 e meglio \u00e8.<br>Ci sarebbero tanti aneddoti e tante esperienze da poter condividere con tutti. Abbiamo scelto di soffermarci su alcune che riteniamo maggiormente significative, fra tutte quelle vissute assieme al nostro amico Franco.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciao Franco. Il pulmino di tuo pap\u00e0 \u00e8 libero domani sera?<br>Perch\u00e9?<br>Si va in disco!!!<br>Ok. Chi porta le cicche?<br>Noi! Ci divertiremo!<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, non siamo qui per raccontare cosa si faceva o cosa si beveva, ma la fiducia che c\u2019era tra di noi era tale che Franco si lasciava coinvolgere in qualsiasi nostra proposta, anche al di l\u00e0 dei suoi limiti fisici. Con i suoi amici sarebbe andato ovunque. Era sempre pronto a proporre qualcosa di interessante da condividere. E cos\u00ec il mercoled\u00ec in discoteca divenne un appuntamento fisso per molto tempo, al quale si avvicin\u00f2 anche Samuele, accompagnato dai ragazzi di Scorz\u00e9.<br><br>Franco ha \u201cdormito\u201d fuori casa una volta sola senza i suoi genitori, in occasione del campo scout di gruppo del 1993. Quella notte lui non ha certo riposato, ma neppure noi. Ma la preparazione ce la ricorderemo per sempre.<br><br>Partenza da Lentiai, in trio: Baby, Mauro e Gibi. Arrivo a Robegano e, dopo aver fatto colazione alla \u201cLocanda da Luisa e Roberto\u201d, siamo partiti alle dieci del mattino. Lungo il tragitto ci sono state varie soste fra birrette e servizi. Poi il pranzo, la cena e la notte. E che notte! No, non raccontiamo nulla, ma possiamo assicurare che Franco \u00e8 stato davvero grande. Diciamo come va detto: lui un po\u2019 incosciente a fidarsi di noi e noi altrettanto, a credere di essere all\u2019altezza. Abbiamo letteralmente rischiato di ucciderlo pi\u00f9 volte, ma voleva essere presente a quel campo.<br><br>Nonostante il nostro obiettivo fosse di stare fuori casa due notti per condividere le nostre Partenze, il mattino seguente siamo tornati a Robegano. Un po\u2019 delusi per non essere riusciti a portare a termine il nostro intento. Non rendendoci conto che gi\u00e0 il fatto di dormire fuori casa una notte da solo, senza i suoi genitori, per Franco \u2013 ma soprattutto per noi \u2013 era una grandissima conquista.<br>Un\u2019esperienza che non ci ha certo fermati. Tutt\u2019altro. Eravamo sempre pi\u00f9 carichi.<br>Altra idea di Franco: la cena fra padri e figli.<\/p>\n\n\n\n<p>Facciamo una cena con i nostri pap\u00e0?<br>Certo Franco.<br>Ok.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima serata venne organizzata a casa della famiglia Natali. Ogni pap\u00e0 doveva portare una bottiglia, mentre ogni figlio doveva pensare al cibo. Ecco, solo un aneddoto di quella sera, finita a Mestre a fare il giro di via Piave. Una \u201cmeta\u201d sempre gradita a Franco, ma anche a tutti noi, che eravamo poco pi\u00f9 che ventenni. Scherzi a parte, oggi c\u2019\u00e8 da riflettere sull\u2019idea di riuscire a fare comunit\u00e0 tra figli ventenni e pap\u00e0 cinquantenni. Probabilmente oggi sarebbe difficile proporlo. Ma noi all\u2019epoca la ripetemmo pi\u00f9 volte.<br><br>Questo era Franco. E questi eravamo noi con lui. Grazie a lui.<br>Una delle nostre ultime esperienze di gruppo \u00e8 stato un fine settimana in Valle di Casies. Noi ormai grandicelli, con prole al seguito. \u00c8 stata una tre giorni di spensieratezza, di passeggiate e di ottimo cibo \u2013 una caratteristica, va sottolineato, che non \u00e8 mai venuta meno nei nostri frequenti ritrovi.<br><br>Franco era il nostro catalizzatore e noi eravamo il carburante per poter vivere un\u2019amicizia vera.<br>Tanto che ancora oggi ci ritroviamo spesso, nel suo ricordo. Sempre nella solita \u201cLocanda da Luisa e Roberto\u201d.<br>Ma ci sono state anche le esperienze di vita \u201csportiva\u201d. In paese nevicava e Roberto realizz\u00f2 una slitta che si agganciava alla carrozzina di Franco. Girammo tutta Robegano e al ponte della Marcellina, che era la discesa pi\u00f9 bella da fare, ci siamo capottati spesso. Ma non era grave, anzi.<br><br>Quando arriv\u00f2 la nuova carrozzina a tre ruote, quante corse! Franco ci ha tenuti allenati. Con gli scout c\u2019\u00e8 stata anche la partita di calcio al campo estivo a Torcegno: Franco giocava come punta assieme a Barnaba. A un certo punto gli arriv\u00f2 una pallonata fortissima in faccia che per\u00f2 fece da assist a una bella azione: \u201cBaby, gheto visto che passaggio?\u201d. Chiunque altro al suo posto sarebbe stramazzato a terra dal dolore, ma la sua forza era tanta e ci sbalordiva continuamente. Voleva sempre essere protagonista. Essere solamente una comparsa non gli si addiceva.<br><br>Al di l\u00e0 di tutti i momenti che possiamo raccontare di tanti anni di vita condivisa nel nome dell\u2019amicizia, \u201ccamminare\u201d al fianco di Franco per tutti noi \u00e8 stato qualcosa di unico e meraviglioso. E questo anche grazie a due splendidi genitori che gli hanno consentito di vivere esperienze che probabilmente altre mamme e pap\u00e0 (compresi i nostri) avrebbero fatto fatica ad accettare e consentire. Agli occhi di chi ci osservava, senza conoscerci, ci\u00f2 che facevamo forse poteva sembrare troppo per un ragazzo disabile. Ma per noi era la normalit\u00e0. Perch\u00e9 noi non abbiamo mai percepito di essere diversi da lui.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"514\" data-id=\"269\" src=\"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-269\" srcset=\"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici.jpg 512w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici-300x300.jpg 300w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici-150x150.jpg 150w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici-350x350.jpg 350w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici-120x120.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"411\" height=\"415\" data-id=\"267\" src=\"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-267\" srcset=\"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici3.jpg 411w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici3-297x300.jpg 297w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici3-150x150.jpg 150w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-gli-amici3-120x120.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 411px) 100vw, 411px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Occhi parlanti \u2013 di Roberta Zanata<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00abSpesso si dice che un\u2019amicizia nasce dalle diversit\u00e0. Tra me e Franco sono stati invece i punti in comune ad avvicinarci. Lo scoutismo, gli amici, il paese e l\u2019et\u00e0. Questo ci ha fatti incontrare. Eravamo entrambi adolescenti con la tipica voglia di uscire tra coetanei senza i genitori al seguito.<br><br>Per uno studente le giornate estive sono lunghe. Il tempo per ritrovarsi non manca. Era la nostra stagione preferita, l\u2019estate. Appuntamento nel negozio di mamma Luisa e zia Lucia e tu, Franco, che mi aspettavi alla porta con sguardo puntato in direzione della piazza del paese.<br><br>Non abbiamo mai avuto difficolt\u00e0 a comunicare. Anzi, parlavamo e sparlavamo per ore. Ma i tuoi occhi hanno sempre anticipato ogni tuo pensiero. Uno sguardo attento e vigile. Radar sempre in funzione. Che un po\u2019 tradivano il tuo stato d\u2019animo\u2026 non servivano troppe parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo a fare la spesa. \u00c8 pronta la lista?, dicevo io.<br>S\u00ec. Ma mamma, non troppe cose. Perch\u00e9 l\u2019ultima volta ci siamo ribaltati!, ti raccomandavi tu, rivolgendoti a Luisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho mai avuto un fisico bestiale. Per fortuna da quei capitomboli io ne uscivo solo con le ginocchia sbucciate e tu gi\u00f9, in modalit\u00e0 tartaruga. Gambe all\u2019aria. Scoprendo sulla nostra pelle cosa fossero davvero le barriere architettoniche. Quelle che ci costringevano a manovre rischiose.<br><br>Se ci avanzava qualche soldino andavamo al bar a berci un succo fresco. Avevamo anche scoperto che il furgoncino ambulante che vendeva frutta a domicilio nel tragitto perdeva sempre qualche moneta: e allora al marted\u00ec facevamo la ronda per raccogliere il bottino.<br><br>Seduti al bar, tutti ci guardavano con curiosit\u00e0. Non mancavano i commenti indiscreti. \u201cMa xeo mato?\u201d. \u201cS\u00ec, tanto\u201d, rispondevo. E allora via a smorfie e gridolini per accentuare la stupidaggine della domanda.<br><br>Ma le risate pi\u00f9 belle le abbiamo fatte durante le vacanze che abbiamo trascorso insieme in montagna, raggiunti anche da Barnaba, Martina, Roberto e Magda. Giravo per casa di Franco come se fossi una di famiglia e pertanto il suo invito \u00e8 stato per me un\u2019autentica gioia. Dormivamo tutti e quattro nella stessa stanza. <br>Con Roberto facevamo delle scenette in stile Sandra &amp; Raimondo, riferendoci a te come fossi la nostra bambina. \u201cGuarda, la nostra creatura \u00e8 ancora sveglia. Ha ancora la luce accesa. Star\u00e0 studiando. Com\u2019\u00e8 intelligente! Tutta sua madre\u201d. Che poi non si sa come, ma al mattino mi svegliavo e al mio fianco c\u2019eri tu. Cos\u00ec ci facevamo qualche risata accompagnata da qualche coccola.<br>Le tue manine morbide erano curatissime, soprattutto quella che stringeva la cannuccia. Te l\u2019ho accarezzata cos\u00ec tante volte. Riuscivi a controllarla, a stringerci la mano. Era il tuo modo di abbracciare.<br><br>La colazione delle vacanze mi ha lasciato sempre interdetta. Non mangiavi niente, ma proprio niente. Solo qualcosa da bere, giusto per farmi piacere. E io che non riuscivo a resistere a quelle colazioni montanare\u2026 Che atmosfere irripetibili, che posti incantevoli, che compagnia ottima: la ricetta era perfetta!<br><br>Poi gli anni sono passati, ma non ci siamo mai persi di vista. Abbiamo sempre trovato le occasioni per ritrovarci. I compleanni, le partire dei mondiali e degli europei di calcio diventavano cene, dopo cene, serate karaoke. Riuscivamo anche a ballare, a fare piroette perfette e casqu\u00e8 tra le tue ginocchia. Eravamo tutti amici: dove non arrivavi tu, c\u2019eravamo noi. Abbiamo sempre trovato il modo, assieme ai tuoi genitori.<br><br>Oggi ci ritroviamo ancora per festeggiare il tuo compleanno, dando sempre un senso, uno scopo che va ben oltre lo stare tutti insieme seduti a tavola. E sono certa che ogni volta che intoniamo la canzone di buon compleanno tu ci sei, con lo sguardo attento, il viso sorridente, pronto a prenderti tutti i baci delle ragazze in fila. <br>Magari ci scappa che qualcuna abbia pure una bella scollatura!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Andrea Barbato &#8211; amico e insegnante di nuoto<br>Intervista di Roberto Vian<\/h3>\n\n\n\n<p>Andrea Barbato \u00e8 stato l\u2019insegnante di nuoto di Franco, anche se dirlo cos\u00ec \u00e8 perlomeno curioso. E poi anche lui, in buona compagnia, ha accompagnato Roberto e Luisa in quell\u2019idea visionaria che ha portato a far nascere la cooperativa Il Germoglio.<br><br><em>Andrea, dimmi di Franco.<\/em><br><br>\u201cNon ho mai conosciuto una persona cos\u00ec tenace, con una costanza e una forza cos\u00ec grandi. Mi sono chiesto spesso se Franco fosse proprio cos\u00ec o se lo facesse per compiacere in qualche modo i suoi genitori, i figli a volte lo fanno..\u201d<br><br><em>Quando lo hai conosciuto?<\/em><br><br>\u201cErano i primi anni \u201980 e stavo laureandomi all\u2019ISEF, l\u2019Istituto Superiore di Educazione Fisica, e insegnavo nuoto in piscina. Franco \u00e8 stato un mio allievo, direi molto speciale.<br>Cos\u00ec speciale che la mia tesi di laurea l\u2019ho fatta su quella esperienza, parla di Franco.\u201d<br><br><em>Vuoi dire che Franco nuotava in acqua?<\/em><br><br>\u201cCerto che nuotava, a modo suo. In acqua riusciva a compiere dei movimenti del corpo che fuori non gli erano permessi. In acqua stava bene, provava una sensazione positiva di leggerezza.<br><em><br>Come riusciva a stare a galla?<\/em><br><br>\u201cRoberto ha creato con le sue mani un dispositivo che gli permetteva di rimanere con la testa fuori dell\u2019acqua. Io lo chiamavo il \u201ccatamarano\u201d. L\u2019aveva inventato e costruito partendo dalla parte interna di un casco da moto, di sughero, dalla quale uscivano delle asticelle di ferro che andavano a collegarsi a dei galleggianti, uno a destra e uno a sinistra. Quello strumento era incredibile, dovevamo brevettarlo, l\u2019ho detto molte volte a Roberto\u2026\u201d<br><br><em>Come immergevate Franco nell\u2019acqua?<\/em><br><br>\u201cLo prendevo dalla carrozzina, in braccio, e lo lanciavo in vasca\u2026 Me lo diceva Franco di farlo, di non temere. Io mi tuffavo subito in acqua e andavo a riprenderlo. All\u2019inizio non capivo quando veramente Franco poteva provare paura, e quindi ero timoroso nel proporre cose che potevano essere difficili per lui, ma Franco e Roberto mi spronavano ad osare sempre di pi\u00f9, e l\u00ec ho capito il grande desiderio di Franco di superare i limiti, di provare, di impegnarsi.<br>\u201cLanciami in acqua alta\u201d, mi diceva. Che forza, che tenacia. Se tutti i bambini che ho allenato anche a calcio negli anni successivi avessero avuto quel coraggio e quello spirito\u2026<br><br><em>Io ti ho conosciuto con l\u2019esperienza del Germoglio, come \u00e8 successo?<\/em><br><br>\u201cRoberto, sempre lui. Aveva continuamente idee, e io lo assecondavo come potevo, mi chiedeva un parere, di dargli una mano e io gli dicevo sempre di si, perch\u00e9 capivo che erano intuizioni giuste e che aveva la forza di portarle avanti.<br>Un giorno mi ha parlato di questa iniziativa, di creare un ambiente, un\u2019occasione per persone svantaggiate, disabili, per potersi realizzare, trovare dignit\u00e0 anche dal punto di vista professionale. E gli ho detto di s\u00ec, che lo avrei aiutato.<br>Quell\u2019idea \u00e8 diventata una cooperativa sociale, e ho accettato di esserne il vice-presidente per diversi anni, all\u2019inizio, e Roberto ne era presidente.<br><br><em>Cosa ti \u00e8 rimasto di quella avventura e di Franco?<\/em><br><br>\u201cDopo aver lasciato l\u2019insegnamento in piscina, sono diventato promotore finanziario. Potevo fare una carriera di tipo pi\u00f9 manageriale, pi\u00f9 legata ai numeri, alle cifre, ma ho preferito rimanere pi\u00f9 vicino alla consulenza, alle persone, al contatto umano. Credo di aver fatto questa scelta dopo l\u2019esperienza di Franco e del Germoglio, non ho dubbi.\u201d<br><br><em>E la tua domanda iniziale, quella se la tenacia e la forza di Franco fosse per compiacere i propri genitori?<br><\/em><br>\u201cCi siamo visti qualche giorno fa con Roberto e Luisa, e ho avuto modo di porre a loro la<br>domanda. Mi hanno rassicurato, Franco era proprio cos\u00ec, in tutto ci\u00f2 che ha fatto nella sua<br>vita. E anche a quel tempo in piscina con me.\u201d<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"410\" height=\"412\" src=\"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-nuoto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-265\" srcset=\"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-nuoto.jpg 410w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-nuoto-300x300.jpg 300w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-nuoto-150x150.jpg 150w, https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/capitoli-nuoto-120x120.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se c\u2019\u00e8 una \u201crete\u201d i cui nodi continuano ancora oggi a essere molto stretti e affidabili \u00e8 quella costruita da Franco, con Franco e per Franco. E che si chiama Amicizia. In queste pagine sono molte le riflessioni in cui questa parola, amicizia, ritorna. Una parola che era il biglietto da visita di Franco, il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":268,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-13","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leggi-i-capitoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":337,"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13\/revisions\/337"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/268"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lafelicitanondipendedallafortuna.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}